Il restauro dei denti posteriori nei pazienti con bruxismo è un tema delicato, perché non si tratta solo di ricostruire il dente consumato, ma di farlo in modo che resista nel tempo a forti carichi e protegga anche l’articolazione e i muscoli.
In caso di bruxismo (serramento o digrignamento), i denti posteriori sono spesso i primi a venire danneggiati: si consumano le cuspidi, si appiattiscono le superfici masticatorie e talvolta compaiono microfratture o scheggiature.
Questo può portare a sensibilità e dolore durante la masticazione.
Diagnosi e gestione del bruxismo
Prima di procedere con il restauro è fondamentale una diagnosi corretta.
È importante capire se il paziente “stringe” di notte, di giorno, o situazioni di stress; se ci sono dolori muscolari, mal di testa, rumori o blocchi all’articolazione temporo-mandibolare.
Inoltre, il paziente deve capire che il restauro, da solo, non cura il bruxismo. Molto spesso il dentista propone un bite notturno (placca occlusale) per distribuire meglio le forze e proteggere i denti, associato, quando necessario, a strategie per gestire lo stress, come fisioterapia, tecniche di rilassamento o supporto psicologico.
Materiali e tecniche di restauro nei settori posteriori
Nei denti posteriori di chi soffre di bruxismo si cercano restauri robusti e ben integrati nell’occlusione. Si possono usare compositi diretti (otturazioni in resina) nei casi più lievi, quando la perdita di sostanza è limitata.
Quando il dente è molto consumato o fratturato, si valutano intarsi o corone (capsule) in ceramica o materiali rinforzati, che permettono di ricostruire le cuspidi e ristabilire una corretta altezza verticale.
La progettazione occlusale è cruciale: i restauri devono distribuire uniformemente le forze, evitando contatti prematuri o punti di sovraccarico che potrebbero causare nuove fratture o dolore.
Controlli nel tempo e manutenzione
Il follow-up è essenziale.
Sono necessari controlli periodici per verificare l’usura dei restauri, l’efficacia del bite e l’eventuale comparsa di nuovi segni di sovraccarico sui denti o sui muscoli.
In alcuni casi, nel tempo, si rendono necessari piccoli ritocchi, lucidature o addirittura la sostituzione di restauri troppo consumati.
In sintesi, il restauro dei denti posteriori nel bruxismo è un lavoro di precisione che unisce scelta dei materiali, studio dell’occlusione e gestione del comportamento parafunzionale del paziente.
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