Quando si parla di malocclusione (cioè di un rapporto non ottimale tra arcata superiore e inferiore) e postura, le opinioni sono spesso discordanti.
Alcuni specialisti attribuiscono ai denti la causa di disturbi cervicali, lombalgie o “asimmetrie” del corpo. Altri, invece, negano qualsiasi correlazione significativa. Oggi l’orientamento più condiviso è più equilibrato: esistono connessioni plausibili tra occlusione e assetto posturale, ma non sono sempre presenti e, soprattutto, una malocclusione (anche marcata) non comporta necessariamente problemi di postura.
Mandibola, muscoli e controllo neuromuscolare: quali sono le connessioni?
Bocca, mandibola e collo fanno parte di un sistema integrato. L’articolazione temporo-mandibolare (ATM), i muscoli masticatori e la muscolatura cervicale sono collegati da catene muscolari e da un controllo neuromuscolare molto fine (propriocezione).
In teoria, se la mandibola lavora in modo “sfavorevole” (per contatti dentali anomali, serramento, bruxismo o dolore), l’organismo può mettere in atto compensi, modificando il tono muscolare nelle aree vicine, soprattutto a livello di testa e collo. In alcune persone, questi compensi possono contribuire a tensioni ricorrenti e rigidità, con possibili ripercussioni anche a distanza.
È però importante sottolineare che non esiste un meccanismo automatico e uguale per tutti: entrano in gioco fattori come stress, abitudini, attività fisica, qualità del sonno e presenza di dolore.
TMD e postura di testa/collo: cosa sappiamo davvero?
Le ricerche tendono a trovare associazioni più convincenti tra disturbi temporo-mandibolari (TMD) e postura cranio-cervicale rispetto alla postura “globale” (spalle, bacino, appoggio dei piedi). In diverse revisioni emergono collegamenti possibili tra TMD e cambiamenti dell’assetto di testa e collo, ma i risultati non sono sempre concordi e spesso risentono di limiti metodologici.
Cosa significa in pratica? Che un’associazione non dimostra automaticamente un rapporto di causa-effetto: non prova che la malocclusione “crei” un problema posturale, né che correggere l’occlusione lo risolva in modo certo e immediato.
Piuttosto, indica che in alcuni soggetti (soprattutto se sono presenti sintomi come dolore, rumori dell’ATM, cefalea, serramento o bruxismo) può esserci un’interazione tra funzione mandibolare e disturbi cervico-craniali. Parlare di “rischio più alto” in senso assoluto è delicato: è più corretto dire che, in presenza di disfunzioni dell’ATM o sintomi correlati, può essere utile una valutazione integrata.
Come si tratta una malocclusione dentale
Una malocclusione non deve per forza causare disturbi posturali per essere considerata una condizione importante da trattare. Un disallineamento tra le arcate può infatti favorire difficoltà masticatorie, sovraccarichi su denti e muscoli, usura anomala dello smalto e, in alcuni casi (per esempio con incisivi molto sporgenti), un rischio maggiore di traumi dentali. Inoltre, quando sono presenti TMD, possono comparire sintomi associati come mal di testa, tensione mandibolare e, talvolta, disturbi auricolari (come ovattamento o fischi).
Se notate difetti di allineamento alle arcate, affidatevi allo studio dentistico Simona Silvestri di Montecchio.
Il trattamento dipenderà dal tipo e dalla gravità della malocclusione e dall’eventuale presenza di sintomi. Le soluzioni più comuni includeranno ortodonzia tradizionale o con aligner trasparenti per riallineare denti e arcate. Nei casi con dolore o disfunzione dell’ATM potrà essere indicato un bite e, spesso, un percorso di fisioterapia mirata. Se saranno presenti denti mancanti o restauri che altereranno la chiusura, verrà valutata anche la riabilitazione protesica. Nei casi scheletrici più severi, infine, potrà essere presa in considerazione la chirurgia ortognatica, sempre dopo un iter diagnostico completo.
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